Musica Recensione Musicale

Scars On Broadway – Scars On Broadway

scarsonbroadway

Pro

Contro

Scars On Brodway, prima fatica del gruppo omonimo, “costola” degli ormai mitici System Of A Down (chi non li conosce alzi una mano, sarà fustigato), non è un album semplice.
Se lo scordi chi non ha apprezzato Mezmerize e soprattutto Hypnotize dei System Of A Down. Qui non c’è la voce di Serj Tankian a supportare i deliri melodici di Daron Malakian (che insieme a John Dolmayan ha fondato questo progetto). Quindici brani (vedi tracklist) di lunghezza variabile tra i due e i quattro minuti e 15 per un totale di circa quarantacinque minuti nei quali il sound è quello dei System Of A Down, ma manca qualcosa (Tankian?).
In effetti, la voce di Malakian, se negli album dei System Of A Down risulta accettabile fungendo da spalla alle innegabili qualità di Tankian, qui non riesce a sfondare. Sempre ottima, invece, la batteria di Dolmayan.
Malakian, in una intervista, poco dopo l’annuncio del progetto (ed il rilascio di Hypnotize, già realizzato in un clima di tensioni all’interno dei System Of A Down) ha dichiarato: «Ho tonnellate di materiale sparso in giro. Dopo questi album (Mezmerize e Hypnotize) «credo che staccherò, per ragionare e far qualcosa per conto mio, proprio come Serj», ed in effetti l’album esce dopo poco tempo in studio.
È innegabile che al momento della realizzazione degli ultimi due album dei System Of A Down, Malakian stesse vivendo un periodo di incredibile prolificità artistica e compositiva. L’impressione però è che, saputo del progetto solista di Serj Tankian (che ha avuto in seguito un discreto successo), Malakian abbia pensato «Lo voglio fare anch’io», sfruttando e riarrangiando i pezzi magari proprio scartati per gli ultimi lavori dei System Of A Down salvo poi rimanerne deluso egli stesso (tant’è vero che, a vendite biglietti già avvenuta, Dalakian manda a “carte e quarantotto” l’intero tour nel Nord America, adducendo «serie motivazioni personali» e non lasciando molte speranze in merito ad un recupero delle date).
A questo punto i fan dei System Of A Down reclamano a gran voce il ritorno dei due nel gruppo, anche se sul sito ufficiale non si parla di nulla in merito.
Se vi piacciono i System Of A Down, date una possibilità anche a questo album (le prime dieci tracce vi piaceranno quasi sicuramente, mentre le rimanenti cinque risulteranno un po’ “anonime”) ma non createvi troppe aspettative.
Da sottolineare che il singolo They Say, tratto dall’album, è, almeno secondo i miei gusti personali, il brano più brutto dell’intero disco.
Dalakian e Dolmayan (e i loro Scars On Broadway) rimandati a settembre, l’album non ottiene la sufficienza piena.

Tracklist:

01. Serious
02. Funny
03. Exploding/Reloading
04. Stoner-Hate
05. Insane
06. World Long Gone
07. Kill Each Other/Live Forever
08. Babylon
09. Chemicals
10. Enemy
11. Universe
12. 3005
13. Cute Machines
14. Whoring Streets
15. They Say

Nota a margine: In giro in rete se ne trovano (pare) due versioni, una normale ed una censurata ed inoltre si può trovare un brano inedito (contenuto nella versione giapponese dell’album) ma del quale ho letto peste e corna riguardo alla qualità della registrazione.

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