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Manderlay

Scritto da jami il 21 marzo, 2006 - Category: Cinema

Recensito da: unanota

Punteggio:

8 / 10

Manderlay é il seguito di Dogville e secondo film della "trilogia americana" di Lars Von Trier.
Grace giunge a Manderlay, piccola comunità nel sud degli Stati Uniti che vive grazie ad una piantagione di cotone, regolata ancora dalla legge della schiavitù: la ragazza si impone di cambiare il corso della comunità e liberare i lavoratori neri con l'esercizio della democrazia, ma ribaltando il rapporto padrone-schiavo.
Al di là della trama del film che ho solo accennato, volevo riportare qualche mia riflessione.
Grazie anche allo stile, decisamente originale, tanto che sembra quasi di assistere ad uno spettacolo teatrale, mi sembra che il film riesca ad astrarre la situazione particolare narrata (anche con scenografie simboliche e minimali) e riesca ad andare ben oltre la tematica della schiavitù dei neri d'america. A mio avviso si può fare una lettura decisamente interessante sul problema - attualissimo - della fondazione di uno Stato e del concetto di comunità, il contrasto e la controversa interpretazione di ciò che è totalitarismo ma bene comune, e quindi espressione di libertà. La svolta finale nel film, infatti, racconta come la legge di Manderlay è stata scritta dagli stessi schiavi: è sconvolgente per la ragazza quanto per lo spettatore, i ruoli si capovolgono, ciò che era "male" in realtà è bene, la democrazia ne risulta evidentemente profondamente sconfitta, inadeguata. Ciò che era totalitario e oppressivo, dunque, era libertà, "bene comune" perché legge accettata e decisa da tutti, principio di autodeterminazione. La realizzazione della democrazia a Manderlay, nel corso del film, appare sempre come qualcosa di insufficiente, inadeguato: il "mettere ai voti" non è mai espressione vera della volontà della comunità, è più controversa del totalitarismo che vigeva precedentemente, quello secondo cui le parti padrone-schiavo erano ben delineate; la comunità si chiede, spesso, cosa sia possibile mettere ai voti e cosa no, quale criterio di discernimento utilizzare, soprattutto quando i risultati di certe votazioni paiono andare contro il buon senso e l'ovvietà. Inoltre, si capisce come il totalitarismo della legge di Manderlay, che agli occhi della ragazza risulta opprimente e mai condivisibile, in realtà sia fondato su "doveri essenziali": nel momento in cui mancano questi doveri e il rapporto padrone-schiavo è capovolto, tutto va allo sfacelo.
Si potrebbe analizzare e leggere il film sotto altri mille aspetti, a me è sembrato un film decisamente interessante e stimolante.

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