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Bangarang! - EP

Scritto da McA il 3 febbraio, 2010 - Category: Musica

Recensito da: McA

Punteggio:

8 / 10

I cremaschi Bangarang! esordiscono con EP: sei tracce che si fanno apprezzare per le doti tecniche e compositive dei quattro esperti musicisti, ma ancor più per un'attitudine alla contaminazione che, a partire da un condiviso terreno funky, rende questo cd realmente eclettico e vario, fusion nel senso etimologico del temine. Nondimeno, il sound è unitario e coerente dall'inizio alla fine dei venti minuti e venti secondi d'ascolto.
Per giocare, come un gioco molto serio sembra questo dischetto strumentale (o meglio, privo di cantato, ma non di voci!), provo a collocare in virtuali scaffali di genere i sei brani. L'intro Tucucu è uno scherzo drum'n'bass di nemmeno mezzo minuto, farcito di campionamenti (Marco Zanardi dissemina per tutto il disco citazioni che divertiranno chi saprà coglierle, dai suoni di vecchi cartoni animati a frammenti cinematografici e tanto altro). Si prosegue con Cargo, ottimo Hammond beat, in cui spiccano in alternanza il tipico suono di tastiera e la chitarra di Marco Torriani: il brano, di ispirazione dichiaratamente sixties, risulta però moderno ed energetico, in virtù di una produzione massiccia e satura, che caratterizza poi tutto l'album (registrato da Gigi Galmozzi al Morbid Sound Studio). Sand Witch mi fa pensare ad un gruppo grunge che ha preso una sbandata per la musica orientale, e vede al suo interno l'inserto improvviso di un ponticello surf tutto da godere, nonché un poderoso assolo del basso di Gregorio Conti. Protoparapseudo parte come un western in salsa psycho, e dopo qualche minuto di crescendo decolla verso lo space rock più suggestivo. Sette Di Vendetta, il mio brano preferito, è progressive puro alla Ozric Tentacles: il batterista Ruben Gardella tiene un tempo in sette (quindi il titolo è eccessivamente assertivo!), complicandolo finché può; i suoni sono distorti ed effettati, ad accumulare. Chiude Rufio, potente hard garage, nel quale gli inserti dialogati svelano una volta per tutte il film da cui i Bangarang! prendono il nome (e chi ancora non è ci arrivato...). L'impatto sonoro del pezzo porta automaticamente ad immaginarne l'esplosiva resa dal vivo.
Un lavoro come EP dimostra come oggi, anche senza alle spalle grandi produzioni, si possano realizzare dischi convincenti (che tutto dipenda poi dalla qualità musicale, è fin troppo ovvio): a questo proposito, una nota di merito va anche alla scelta di presentare un oggetto visivamente curato, grazie ai disegni di Sumo e al progetto grafico di Czec.
Fra i ringraziamenti, sul retro di copertina, figura il nome di Bugo, che dopo il suo ultimo album ha scelto di portarsi in giro per lo stivale proprio i Bangarang! in qualità di turnisti. Un motivo ci sarà!

McA

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